Le giornate del cinema quebecchese in Italia/ Conversazione con Joe Balass e Chiara Rigione



Questa settimana, dal 24 al 31 marzo, si terrà la 18esima edizione delle Journées du cinéma québécois en Italie/Le giornate del cinema quebecchese in Italia 2021 totalmente #online, in occasione del mese internazionale della francofonia.


Les Salopes e L'acrobate sono film molto belli, ma sarebbe stato difficile presentarli in tutte le sale; l’online ce lo ha permesso.

Il festival, che vanta la direzione artistica dell’autore e regista quebecchese Joe Balass, presenta in Italia la miglior produzione cinematografica del Québec: in rassegna sei lungometraggi e diciotto cortometraggi, tutti disponibili gratuitamente in streaming dal 24 al 31 marzo sulla piattaforma MYmovies.


Balass ha scelto Rabbia e Resilienza come tematiche del festival di quest’anno, e ha selezionato le pellicole, tutte stilisticamente e narrativamente molto diverse l’una dall’altra. Abbiamo avuto la fortuna di poter fare una chiacchierata con lui e Chiara Rigione, dell’Associazione Kinetta spazio Labus di Benevento, che collabora col festival e organizza Le stanze del cinema, evento ufficiale di pre-apertura del festival.


D: Joe, come nasce l’idea del festival e com’è iniziata la collaborazione con Kinetta Spazio Labus?


J: Sono quasi vent’anni che vengo in Italia e grazie alle mie conoscenze, in particolare Giampaolo Marzi, è nata l’idea di una rassegna di cinema quebecchese. Dato che sia io che Giampaolo lavoravamo nell’ambito dei festival, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante uno scambio culturale Québec-Italia. I primi due anni il festival si è svolto a Milano, poi a mano a mano che l’evento è cresciuto, è nata l’idea di creare un circuito di proiezioni in tutta Italia; così nei successivi 15 anni ho cercato nuovi partner, come il Museo Nazionale del Cinema di Torino, Il Cinemino a Milano, il Kinodromo a Bologna, poi Roma, Palermo, e Venezia. Facendo le mie ricerche ho sentito parlare per caso dello spazio Labus a Benevento e ho avuto la grandissima fortuna di fare la conoscenza della meravigliosa Chiara; da lì è nata una collaborazione che è un piacere costante che si rinnova costantemente. Il fatto che non sia uno spazio grande non è un problema, c’è la buona volontà, ci sono le idee e la condivisione dell’amore per il cinema.


C'è un forte legame col territorio. Il Quebéc è un luogo di boschi e paesaggi incontaminati, ma anche di grandi città, e quel paesaggio particolare influisce sui film.


D: Chiara, sono ormai tre anni che collabori con il festival; che idea ti sei fatta del cinema del Québec?

C: Il Québec è una regione molto particolare, ha un forte legame col territorio. È un luogo di boschi e paesaggi incontaminati, ma anche di grandi città, e quel paesaggio particolare influisce sui film. I film quebecchesi affrontano spesso tematiche sociali, e le affrontano in maniera molto diversa da i film che mi è capitato di vedere in Italia, in maniera molto originale e poco moralista.


D: Forse proprio per la particolarità delle tematiche, i film quebecchesi vengono raramente distribuiti nelle sale italiane, se non si considerano quelle che danno più spazio al cinema autoriale.

J: I film del Quebéc girano difficilmente in Italia, in più per questa edizione abbiamo iniziato a sperimentare con tematiche per adulti che forse non avremmo potuto presentare in tutte le circostanze. Les Salopes e L'acrobate sono film molto belli, ma sarebbe stato difficile presentarli in tutte le sale; l’online ce lo ha permesso. È un anno di sperimentazioni e speriamo funzioni.

La nuova sezione After Hours dedicata a un pubblico adulto e disponibile nella sola fascia serale – dalle 21.30 alle 6.30 del giorno successivo – si aprirà con l’anteprima italiana di L'Acrobate (disponibile dal 25 al 27 marzo) di Rodrigue Jean incentrato sulla relazione passionale tra due uomini, e Les Salopes ou le sucre naturel de la peau (disponibile dal 28 al 30 marzo) di Renée Beaulieu, un film che ci presenta una sessualità femminile consapevole, complessa e rivoluzionaria, premiato come miglior lungometraggio canadese al TIFF Toronto International Film Festival.


D: Come vengono selezionati i film?

J: C’è una selezione iniziale che faccio io guardando i film dell’anno e anche un po’ indietro di uno o due anni per completare il programma in base a una tematica. Quest’anno ho scelto Rabbia e Resilienza: ho trovato i film che potevano rispecchiare questi temi e dopo una prima scelta ho chiesto a Chiara e Giampaolo di aiutarmi a selezionare la programmazione finale.

Questo per me è importante e li ringrazio, il loro occhio per me è importante perché io ho contezza della situazione qui (a Montreal), ma è importante avere dei collaboratori in Italia che ne conoscono il pubblico.

D: Quest’anno i film in rassegna saranno tutti fruibili online a causa della pandemia, che non ha reso possibile le proiezioni live. Questa potrebbe in un certo senso essere un’occasione per chi non avrebbe avuto la possibilità di partecipare alle proiezioni?

J: Da quando abbiamo iniziato a collaborare con Labus a Benevento 3 anni fa, solo il primo anno l’evento è stato live. L’anno scorso erano in programma proiezioni ed eventi in 7 città, partendo da Milano, ma si rivelò essere proprio il weekend del lockdown. A novembre avevamo creduto sarebbe stato possibile un ibrido live-online, ma per questa edizione abbiamo deciso da subito di essere solo online. Il vantaggio è di essere disponibili in tutta Italia, per cui sarà un’edizione interessante sia per quel pubblico che non avrebbe accesso ai nostri film, sia per noi che abbiamo così accesso a questo nuovo pubblico. Inoltre mi auguro che tramite queste proiezioni, scambi e incontri online, possiamo trovare altri collaboratori per organizzare più eventi live nel futuro. Perché con l’online c’è sì il vantaggio dell’accesso, ma l’esperienza di essere insieme durante le proiezioni è sempre diversa.

D: Opinioni sul cinema in questo momento?

J: In generale la situazione pandemia è un po’ triste, resto un po’ stupito che riusciamo a fare dei film in queste condizioni. Ho per esempio amici che hanno girato ultimamente con grande sforzo applicando tutte le restrizioni per la salute; forse questo è il segno che possiamo andare avanti.

D: Sono presenti nel festival film realizzati durante la pandemia?

C: Quest’anno no, ma l’anno scorso un film fu aggiunto successivamente nella seconda parte delle giornate online, un film girato tutto in casa, An Ordinary Adventure di Roberto Zorfini.

J: Roberto è di origine italiana, si è trasferito a Montreal da qualche anno ed è riuscito a realizzare il suo primo lungometraggio durante la pandemia.



D: Progetti per il futuro?

J: Vorrei trovare nuovi posti per promuovere il cinema quebecchese in Italia; in futuro spero potrà essere possibile uno scambio con il vostro paese e proiettare qui (a Montreal) dei film italiani.

Tra l’altro, il videoclip Luz Y Espacio che Chiara ha diretto per The Delay in the Universal Loop, sarà presentato al festival Reeling: Dance on screen di Edmonton ad Alberta il prossimo mese.


Trailer “Journées du cinéma québécois en Italie”

Informazioni & programma

www.cinemaquebecitalia.com

Facebook CinemaQuebecItalia

Instagram @cinema_quebec_italia

Hashtag ufficiale #CinemaQuebecItalia

Nella seconda parte di questo articolo, in prossima uscita, parleremo del progetto di Kinetta I Racconti del Balcone e analizzeremo la situazione attuale degli spazi culturali in tempi di pandemia.


#ElectricSheep Drive-in: La nostra rubrica dedicata al mondo del cinema e i suoi protagonisti, a cura di Diana Cusani.

 

Rapso Magazine is published by Rapso APS F.C.: 91432580370 - ISSN 2724-0460