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Intervista a Sandro Perri: “C’è conforto nell’accettazione”

Un anno fa di questi tempi ho notato un certo In Another Life tra i dischi suggeriti dai dipendenti di un negozio di dischi in cui sono stato una volta sola. La title track mostruosa e sognante mi ha rapito, e, ciclicamente, quando avevo bisogno di una mezz'oretta per riflettere era lì, pronta per essere ascoltata. Dopo quel delizioso esperimento autodefinito come "infinite songwriting", ecco Soft Landing, per chi scrive uno dei dischi migliori del 2019. Ad un opening tremendamente elaborato ed elegante, seguono 5 brani più convenzionali, dove Perri mette in mostra la sua grande capacità di scrittura pop, svariando tra generi e atmosfere diverse. Un'altra prova del suo grande talento.

Abbiamo raggiunto via mail Sandro Perri per parlare proprio della sua ultima fatica.


Il titolo del tuo ultimo LP mi ha intrigato dal primo ascolto: perché si chiama Soft Landing come la sua ultima traccia strumentale?

La maggior parte dei miei titoli vengono fuori dal nulla! Non so sempre il perché ma di solito so quando è quello giusto. Alla fine scopro il motivo. In questo caso la canzone è stata intitolata dopo aver deciso il nome dell’album, che ho scelto molto prima di completarlo. Sapevo che la canzone avrebbe avuto la funzione di "titoli di coda" dell’album, perciò sentivo giusto darle lo stesso nome. Quando mi è venuto in mente non ho capito il titolo.

Con un’idea di solito arrivano piccoli pezzi di informazione, un po' alla volta, di cui devo fidarmi e devo esplorare prima di poter articolarne la sua comprensione. Credo che questo titolo abbia a che fare con l’accettazione. C’è conforto nell’accettazione, è “morbida” quando arriva. Non è come un interruttore che puoi spegnere e accendere – ci arrivi gradualmente, come avere un variatore per l'intensità. Ed è come atterrare, toccare terra. Il vero significato della frase, nel mondo, è di rallentare prima di sbattere contro una superficie dura, dove potresti farti male. Gli aeroplani fanno questo sull’acqua. Stranamente, la maggior parte di queste canzoni sono state scritte o pensate mentre ero seduto sulla spiaggia, la sabbia stessa risulta essere un “atterraggio morbido”…


Quale canzone è stata la più impegnativa da completare per il disco?

Back On Love. Ho provato molte versioni differenti. È stato difficile trovare la giusta chiave, tonalità, tempo e accompagnamento ritmico. Persino il testo si è preso molto tempo per definirsi. In un certo senso è la canzone più semplice dell’album, ma è stata molto impegnativa per me.


Quali artisti (sia visual artists che musicisti) considereresti delle influenze per questo album?

Ennio Morricone, Bohannon, Henry Flynt, Morton Feldman, Naoki Zushi, Nagisa Ni Te, Maher Shahlal Hash Baz, Caetano Veloso, Allen Toussaint, George Jackson, Velvet Underground, Van Morrison, Zappa, Curtis Mayfield, Blue Gene Tyranny, Santana…


Mentre l’idea dietro In Another Life sembra essere quella di esplorare la stessa situazione da diversi punti di vista, Soft Landing apre con Time (You Got Me) che è una canzone piuttosto “cinematografica”, poiché sembra che si muova in avanti (avanzare) per la maggior parte dei suoi 16 minuti. Cosa ti ha spinto a questa scelta? È stata una decisione consapevole?

Credo che ogni decisione sia una combinazione di “subconscio” (suono libero, desiderio, improvvisazione) e “conscio” (conoscenza, riflessione, valutazione, ideazione (concepimento), esecuzione, completamento). Non inizio mai una canzone con un concetto – questo si rivela a me dopo un po' ti tempo. Io provo solamente a scoprire la natura delle materie con cui lavoro. Quella canzone non era stata pensata per essere lunga 16 minuti quando l’ho scritta, ma ho scoperto una ragione – mentre lavoravo sulla registrazione – per inserire questa lunga sezione strumentale dopo il testo. Spero che la canzone possa sembrare più corta di quant’è o troppo lunga, in base al tuo stato d’animo durante l’ascolto.


Un’ultima domanda: il tuo nome mostra chiaramente le tue radici italiane. In che modo sei connesso all’Italia?

Mio padre è nato nel Sud dell’Italia e cresciuto a Roma. Mia madre è croata, io sono nato e cresciuto in Canada.

Grazie Lorenzo!







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ISSN 2724-0460

©2020 di Associazione Culturale Menti Colorate