• Rapso

#parallassi: Lo sguardo impressionista

Telluride, Colorado 1979. Il Telluride Film Festival presenta la versione restaurata della pellicola Napoleone del regista francese Abel Gance. Il film fu girato e proiettato nei cinema nel 1927 e divenne da subito uno dei film manifesto del movimento impressionista.


Fever – Louis Delluc (1921)

Oggi il termine impressionismo ci fa pensare soprattutto a Monet, Manet, Degas e tanti altri pittori di fine Ottocento nella Parigi della Belle Èpoque. Ma quando, nel primo decennio del Novecento, il cinema iniziò a proporsi come arte completa, capace di assommare a sé le altre, era solo questione di tempo prima che alcuni registi iniziassero a ispirarsi alle avanguardie pittoriche. Dopo la strage della Grande Guerra, la Francia, impoverita, non poteva più finanziare produzioni di un certo livello commerciale: fu questo lo spunto per l’emergere di una nuova generazione di registi impressionisti, capitanati da Louis Delluc.


Il nascente movimento era composto da Jean Epstein, Marcel l’Herbier, Germaine Dulac e Abel Gance, uniti dalla rivendicazione, che era stata impressionista, del ruolo centrale dell’artista e della sua esperienza interiore nella produzione di opere capaci di esprimere autenticità.

L’abbandono dell’astratto realismo pittorico in favore del matrimonio fra la pennellata rapida, il plein air, i soggetti provenienti da ogni classe sociale, non era però riproducibile direttamente in ambito cinematografico. Si rese necessaria la formulazione di un nuovo approccio, che producesse un effetto in qualche modo equivalente, quasi riassumendo tutti gli aspetti dell’approccio impressionistico: gli impressionisti lo chiamarono fotogenia.


Delluc definì la fotogenia come quella peculiarità che caratterizza ogni soggetto, rivelata tramite l’utilizzo dell’immagine filmica. Al pennello di Monet si sostituisce la macchina da presa e, in seguito, il montaggio.

L’attenzione dei giovani registi era completamente catturata dallo studio dell’immagine: sperimentavano filtri, sovrimpressioni, dissolvenze, messe a fuoco e ogni tipo di focale. Lo scopo era di manipolare l’immagine per catturare su pellicola l’inconscio dei protagonisti, i loro sentimenti e, quindi, le loro qualità più profonde. Possiamo affermare che la nascita e lo sviluppo di un tipo cinema psicologico abbia le sue radici proprio nel movimento impressionista: in modo particolare nella figura di Abel Gance.

La rosa sulle rotaie – Abel Gance (1923)

Con il film La rosa sulle rotaie del 1923, Gance dimostrò la sua immensa capacità tecnica nell’uso del montaggio, montando in serie delle immagini della durata inferiore al secondo: tutto per permettere allo spettatore di penetrare le più sottili sensazioni del protagonista. Ma l’apoteosi di Abel Gance e del movimento impressionista arrivò nel 1927, con Napoleone.

Napoleone ripercorre le tappe fondamentali della vita del generale francese, partendo dal 1781 fino alla Campagna d’Italia del 1796.


L’obiettivo, prima di tutto, è quello di raggiungere un’immersione totale. Per filmare le scene di guerra, Gance ricoprì l’obiettivo con della spugna, in modo che gli attori potessero urtare la macchina da presa durante un attacco.

Gance introdusse anche la macchina a mano per rendere le soggettive reali e permettere allo spettatore di marciare fianco a fianco con Napoleone. Tuttavia, la vera innovazione di Napoleone fu il formato panoramico Polyvision, ottenuto posizionando ben nove macchine da presa sul set. Il girato di ogni macchina da presa, riportato poi in montaggio, produce una visione epica che in qualche modo, allo stesso tempo, anticipa lo split screen.


Napoleone – Abel Gance (1927)

Nel 1927, soprattutto per via dell’avvento del sonoro, calò il sipario sul movimento impressionista. Ma la sua lezione, nel corso del tempo, non ha cessato di alimentare l’estro di grandi registi. Un esempio recente è il film Nymphomaniac del regista danese Lars Von Trier. In una delle sequenze presenti nel primo capitolo della pellicola, vediamo Joe (Stacy Martin) intraprendere una serie di relazioni meramente sessuali.


Lo scopo di queste avventure è quello di percepire ogni sfumatura del sesso. Von Trier applica lo split screen per mostrare nel dettaglio ogni singola percezione - o, meglio, impressione - della protagonista.

Nymphomaniac – Lars Von Trier (2013)

Martin Scorsese, che si definisce cinefilo prima che cineasta, nel 2011 gira la sua prima pellicola in 3D: Hugo Cabret. Ci troviamo negli anni ’30 a Parigi: Hugo è un bambino orfano che lavora alla stazione di Parigi come orologiaio.


Hugo Cabret – Martin Scorsese (2011)

Scorsese conosce bene il lavoro degli impressionisti e, per alcune sequenze, ne rispolvera le tecniche. Possiamo citare una scena in particolare: Isabelle, la protagonista femminile, insegue Hugo in stazione. I binari sono affollati, Isabelle scivola e resta stesa per terra. Scorsese in post-produzione applica la tecnica della sovrimpressione, mostrando le scarpe delle persone che calpestano in volto della ragazzina. Grazie a questa scelta stilistica percepiamo l’impressione di paura e soffocamento di Isabelle.

Per concludere, se il movimento espressionista è stato una delle radici fondamentali del genere horror, l’impressionismo ha avuto un ruolo differente, ma non meno importante: inventare una batteria di approcci che ha permesso al cinema di esprimere direttamente l'interiorità dei personaggi.


Dalla sua nascita fino ad oggi, allora, l’impressionismo è l’emblema di tutto quel cinema psicologico che non si accontenta di adoperare dei personaggi, ma vuole in essi indagare degli esseri umani a tutti gli effetti: connettendo così il visibile dell’immagine e del movimento con l’invisibile di ciò che vi si può infinitamente nascondere dietro.

Sabrina Monno


Parallassi è una serie di articoli sugli elementi, più o meno insospettabili, che legano le tecniche e le tematiche che hanno definito la nascita del cinema a ciò che ancora oggi vi si può trovare di più innovativo.

Join us*

*if you see things in a different way...

Let's be creative together. Please share your CV/Portfolio using the fields below.

arrow&v

Your request has been sent!

 

ISSN 2724-0460

©2020 di Associazione Culturale Menti Colorate