Diventare alchimisti con Studio Fludd



«Studio Fludd è un collettivo di design italiano che indaga l’alchimia della materia» recita la prima e coincisa riga di presentazione della pagina web del collettivo artistico. Appena sotto, un bivio: meglio scoprire prima il «che cosa» o il «come»? Non si tratta, in realtà, di un dubbio amletico, se non altro perché, a prescindere da quale sarà la vostra curiosità principale, navigherete in mezzo a oggetti esibiti, palette ponderate, manufatti curiosi e inusuali, architetture materiche: tutte estremamente di design. Ma non un design qualunque: lo studio nasce infatti sotto il segno dell’alchimia.


Studio Fludd - Strumenti poveri

Dopotutto, Robert Fludd - da cui prende il nome lo studio - è stato un noto alchimista del XVI secolo. Scorrendo i loro progetti online sembra quasi di muoversi all’interno della pellicola de La Montagna Sacra di Jodorowsky (1973), dove delle allucinazioni meravigliosamente rese fanno da sfondo a processi incessanti di trasformazione e risemantizzazione del reale.



Studio Fludd è un collettivo di design italiano che indaga l’alchimia della materia.


Il focus del lavoro del collettivo è sull’oggetto e sulla sua narrazione fluida all’interno di una trasmutazione in atto o appena conclusa. Il loro occhio getta uno sguardo multidisciplinare sul mondo, codificandolo attraverso l’alchimia della fotografia, della grafica, della progettazione spaziale, delle illustrazioni, del design. Siamo all’interno di un viaggio dove ogni sosta consiste nella scelta, nella de-contestualizzazione, nella rivalutazione e nella ri-contestualizzazione di strumenti, attrezzi, materiali del tutto quotidiani. Le Corbusier utilizzava l’affascinante espressione “oggetti a reazione poetica” proprio per designare quegli elementi che godono di un forte potere evocativo.


Studio Fludd - Niente è sprecato

E se è vero che dal guscio di un granchio è nato il progetto della Cappella di Ronchamp, allora dobbiamo davvero credere (senza peraltro alcun sforzo) a tale potenziale energia. Niente è sprecato, non a caso, è il titolo di uno dei lavori dello studio. Qui, compaiono 100 carte da gioco che ospitano altrettanti oggetti tra i più disparati: è la loro combinazione a diventare significante, è la loro associazione a creare nuove possibilità. O ancora, con oggetti e materiali trovati e raccolti - risuonano, forse, gli objets trouvés surrealisti? – si è dato vita ad arredi per la serie Strumenti poveri.




Uno sguardo multidisciplinare sul mondo, codificandolo attraverso l’alchimia della fotografia, della grafica, della progettazione spaziale, delle illustrazioni, del design.

Ma il sapere va comunicato, la tradizione continuata: v’è, nel progetto di Fludd, anche un aspetto formativo. Lo studio interagisce con i neofiti attraverso l’organizzazione di workshop, momenti nei quali non si trasforma certo un materiale grezzo in oro, ma si rivaluta il quotidiano in chiave stra-ordinaria. «Non siamo che immagini, sogni, fotografie. Non dobbiamo restare qui, prigionieri. Romperemo l’illusione. Questa è magia. La vita reale ci attende»: così si conclude La Montagna Sacra. Imbocchiamo, quindi, questo percorso alchimistico che ci porterà a capire che tutto ciò di cui abbiamo bisogno è già qui. Dovremmo solo imparare a renderlo magico; e, forse, anche nel mondo del design qualcosa si muove in tal senso.



arrow&v

Your request has been sent!

 

ISSN 2724-0460

©2020 di Associazione Culturale Menti Colorate