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#sundaystars: @enciclopediauniverso

Per la settima puntata di #sundaystars abbiamo il piacere di ospitare un profilo molto particolare, che è capace di attirare l'attenzione degli user più curiosi attraverso la selezione accurata dei contenuti visivi dell'Enciclopedia Universo, enciclopedia generalista pubblicata dall'Istituto Geografico De Agostini a partire dal 1962, fino alla fine degli anni '70.

Va da sé che questo profilo deve la sua particolarità alle illustrazioni, mappe e infografiche contenute nell'enciclopedia, proponendo all'audience un "meglio di", filtrato attraverso lo sguardo (senza dubbio notevole) di chi ha ideato il progetto, confezionandolo per Instagram. D'altro canto, questo nulla toglie alla pregevolezza dell'iniziativa creativa e a tutto ciò che c'è dietro. Un progetto che celebra parte della storia della grafica italiana, e allo stesso tempo fa leva su memorie personali e familiari, senza esserne mai trappola. Malgrado le tecnologie non siano ancora state in grado di emulare le sensazioni uniche del contatto con questo tipo di pubblicazioni d'epoca, attraversando @enciclopediauniverso, riusciamo sicuramente a sentirci parte di tutto ciò, con l'alto rischio di perdercisi.


Come ha avuto inizio il tuo progetto? Puoi descrivere brevemente il processo creativo che da forma ai contenuti?

L'Enciclopedia apparteneva a mio padre. Mia nonna gliel’aveva comprata negli Anni ’60 con la speranza di indirizzarlo verso un futuro di studi. Tipo le grandi aspettative degli operai nei confronti dei loro figli. Il piano della nonna però non ha funzionato un granché e l’enciclopedia è rimasta a decorare il ripiano basso di un mobile nel corridoio del reparto notte. Da bambino ho passato molto tempo a casa della nonna e mi capitava spesso di sfogliare questa Enciclopedia. Mi affascinavano molto le foto e le illustrazioni che si trovavano al suo interno. Quando sono andato a vivere da solo e nei miei successivi spostamenti, ho portato i dodici volumi dell’Enciclopedia con me. Era un bel ricordo e dava un tono all’ambiente. Nel 2017 lessi un articolo su Il Post su come biblioteche ed istituiti universitari negli USA avessero iniziato ad utilizzare Instagram per condividere immagini dei loro archivi di illustrazioni e mappe. Mi è parso un modo arguto e alternativo di utilizzare un social network ed ho pensato che mi sarebbe piaciuto fare qualcosa del genere con l’Enciclopedia. Lo stile delle illustrazioni che vi sono contenute hanno uno stile peculiare e coerente che definirei “anni 50 italiano”. Non si vede molta roba del genere in giro, nemmeno sul web. Quindi mi piaceva l’idea di condividere qualcosa di dimenticato e di permettere, a chi ne avesse voglia, di riscoprirlo. Inizialmente ho creato un account Tumblr, scegliendo e pubblicando immagini a caso. Mi sono reso subito conto della poca metodicità ed elevata dispersività del processo, dato il quantitativo di materiale contenuto nell’Enciclopedia. Per questo ho deciso di aprire l’account Instagram e di pubblicare le foto seguendo l’ordine alfabetico dei lemmi. Il procedimento è molto semplice: sfoglio l’Enciclopedia, trovo un’illustrazione che mi piace e che abbia un formato adatto al layout di Instagram, la taglio, se è il caso la stiro, applico un filtro e la pubblico.





Seguire ed essere seguiti: quanto conta per te l'equilibrio (di qualità e quantità) tra questi due momenti della vita sui social? In che modo lo gestisci?

Ho fatto questo account principalmente per me ed è un piccolo spazio che mi ritaglio tra le varie incombenze. Nessuno dei miei amici o conoscenti è a conoscenza di @enciclopediauniverso. Pensavo fosse più interessante essere seguito da chi apprezza genuinamente quel tipo di illustrazioni. Mi piace la contraddizione di usare l’infrastruttura social fregandomene dell’essere popolare a tutti i costi. Poi nemmeno io sono immune dal fascino del cuoricino sotto quello che pubblico, ma sono perfettamente consapevole che il mio pubblico è e verosimilmente resterà molto ristretto e mi va bene così. Seguo circa duecento pagine, la maggior parte sono persone che ricambio per il fatto di avermi seguito. Alcuni profili che seguo sono invece delle vere e proprie perle. Ci sono profili con archivi di illustrazioni incredibili. Di tanto in tanto mi metto a cercare nuovi profili facendo una ricerca per hashtag o controllando i like degli account che seguo. Se trovo qualcuno che pubblica cose interessanti e che abbia un progetto stimolante lo seguo.


Essere seguiti: Qual è il tuo rapporto con l'audience? Per te è più importante individuare e analizzare le preferenze di chi ti segue, oppure le caratteristiche del prodotto finale sono slegate dagli interessi del tuo pubblico?

Il mio rapporto con l’audience varia da basso a nullo. Qualcuno scrive “bello” o “bravo” e io ringrazio ma finisce lì. Una volta un illustratore che seguo ha postato un’immagine molto in stile Enciclopedia Universo. Gli ho fatto i complimenti e lui mi ha detto che la mia pagina era per lui una fonte di ispirazione. Quello è stato l’apice del mio rapporto con l’audience. Una discreta soddisfazione però. La scelta delle illustrazioni che pubblico è dettata da un lato dal mio gusto personale, dall’altro dai limiti tecnici. Ci sono illustrazioni che cadono tra due pagine o altre particolarmente larghe che non si adattano al formato di Instagram. Seguendo l’ordine alfabetico dei lemmi, quello che pubblico è costantemente slegato dall’attualità, da quello che tira ed è popolare in un determinato momento.


Seguire: "To feed" significa nutrire, e abbiamo già dato uno sguardo al tuo menù. Volendo, invece, fare riferimento a ciò di cui tu stesso ti nutri, di cosa è composto il tuo "feed"? In linea di massima, cosa suggeriresti agli #igers per meritare il tuo "follow"?

Nel mio feed ci sono illustrazioni di ogni tipo: art nouveau, sci-fi, esoterica, retro. Poi copertine di libri, mappe, architettura, design, quadri, astronomia, miniature, fumetti, vecchi giocattoli, foto di gruppi musicali, chitarre e bassi, scarpe da basket, caption di film e programmi televisivi. Sembra una specie di santuario della mia adolescenza. Posto che l’idea che qualcuno possa meritare la mia attenzione mi sembra un po’ strana, tendenzialmente seguo profili che hanno a che fare con l’illustrazione. Ho una predilezione per chi pubblica o realizza immagini con un gusto retrò surreale ed onirico.






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ISSN 2724-0460

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