• Lorenzo Guarnacci

#VideoAndTheRadioStar: Mommy

Nel 1996 What's the Story, Morning Glory degli Oasis è uscito da un anno, e il successo è stato travolgente per la band di Liam e Noel Gallagher. Il 10 e l'11 agosto di quell'anno, il gruppo è impegnato in due leggendari concerti a Knebworth, che hanno venduto 250mila biglietti in pochissime ore.La battaglia della band contro i più sofisticati Blur è nel vivo, e un mare di persone vuole riunirsi per cantare a squarciagola l'intera produzione dei fratelli mancuniani.

Molti fra loro aspettano, fra tutti, un singolo indelebile tratto dall'ultimo disco degli Oasis, canzone aggregante se ce n'è una. A Knebworth Liam la introduce con un generico "Questa è per chiunque!": e Noel attacca, ovviamente, Wonderwall. Ma Wonderwall è effettivamente per chiunque –una canzone universale. È una di quelle canzoni facili a dirsi ma impossibili a farsi se non colti da un’ispirazione speciale, se non si è dotati di un innato gusto melodico e armonico (e pure di un pizzico di fortuna, se è vero come racconta Noel che senza un capotasto regalatogli per caso la progressione non sarebbe mai nata).


Chissà quanti in giro per il mondo hanno ascoltato per la prima volta Wonderwall preceduta da un colpo di tosse, strascico della precedente Roll with it lungo la scaletta dell'album. Anche il regista Xavier Dolan sceglie di introdurre il pezzo nel suo recente Mommy proprio con un colpo di tosse del problematico protagonista, Steve, che vasul suo skateboard con le cuffie alle orecchie, da poco uscito da un istituto psichiatrico.Il film, in breve, parla del difficile e tormentato rapporto fra Steve e la madre – intessuto di amore e violenza, persino di risvolti morbosi, ma in fondo proprio per questo forte e autentico.In questa fase del film il loro rapporto sembra finalmente trovare un equilibrio grazie all'aiuto di Kyla, insegnante in aspettativa che accetta di aiutare Steve a recuperare con la scuola. Finalmente la famigliola procede spensierata sfrecciando nelle strade: uno sfogo suggerito allo spettatore attraverso la musica e attraverso il cambio nel rapporto d'aspetto del film.





Il momento infatti rimane impresso a qualunque spettatore: Steve allunga le mani verso la telecamera e, sforzandosi ad occhi chiusi, allarga lo schermo. Se eravamo stati costretti dal claustrofobico 1:1 utilizzato fino a quel momento, precisamente in concomitanza con il fill di batteria che introduce la seconda strofa di Wonderwall il mondo di Steve si apre davanti a noi. Wonderwall non è più "solo" quella Wonderwall delle terribili cover chitarra-voce che sentiamo da 25 anni. Riacquista la sua energia primitiva, quella dei milioni di britannici che vorrebbero raggiungere la catarsi collettiva a Knebworth urlandola nella folla, ed evolve, prende nuovi significati. Riusciamo a vedere i piccoli successi dei personaggi finalmente tutti insieme, sfruttando tutta l'ampiezza della ripresa di Dolan. Lo spettatore stesso sente come un peso che si scioglie – almeno finché gli Oasis continuano a suonare.

Durante la loro carriera, dal bruciante Definitely Maybe fino al prematuro scioglimento (chiedere ai fan che li aspettavano a Milano) agli Oasis era mancato un videoclip che fosse emblematico come quello di Coffee & TV degli odiati Blur. Xavier Dolan ha rimescolato l'estetica di MTV e l'ha riadattata per un pubblico più avvezzo a Tumblr e a Instagram che al tubo catodico, e nel farlo ha regalato a Wonderwall un video leggendario, rendendola ancora più immortale e ancora più impossibile da evitare.



Lorenzo Guarnacci

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#video and the radio star è una serie di brevi articoli su momenti di sintesi particolarmente riuscita, nel cinema e nei video musicali, fra drammaturgia, regia e colonna sonora.

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ISSN 2724-0460

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