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18 risultati trovati per "salvatore enrico anselmi"

  • La voce dell'innocenza

    Ma la via d’uscita era un labirinto più fitto e la salvezza un roveto più attorto Hanno ucciso Socrate e salvato Barabba. Scriveremo sui muri una sola parola: «Verità». di Salvatore Enrico Anselmi

  • Intorno all'albero alto si balla

    di Salvatore Enrico Anselmi

  • La Cattedrale

    Salvatore Enrico Anselmi

  • Ho avuto in sorte

    Autore: Salvatore Enrico Anselmi Cover artwork: Timwnas

  • L’universo del disegno performativo: Il non-confine tra il disegno e la danza #tracciati

    Era Enrico Baj che, in una manciata di parole era riuscito ad insinuare il dubbio che il disegno non fosse solo un fatto di mente e matita.

  • Segnali di fumo dalla poesia del XXI secolo

    Antonella Anedda da Salva con nome (Mondadori, 2012). Valerio Magrelli da Il sangue amaro (Einaudi, 2014). di Enrico Galvagni copertina: Lucia Schettino

  • Los primeros deseos de Pedro (I primi desideri di Pedro)

    Alcuni di questi lungometraggi sono riusciti ad omaggiare il maestro senza replicare la sua visionarietà, salvo il film di Woody Allen, che si è presentato fin dalla sua uscita come un plagio misto a parodia, seppur “annacquato” con atmosfere esistenzialistiche alla Ingmar Bergman. In effetti, Salvador non saprebbe cosa fare della sua vita senza il cinema e la scrittura, che lo hanno salvato dalla povertà, dalle menti ristrette dei sacerdoti gestori di un collegio, e soprattutto da un amore doloroso, ma mai dimenticato. Grazie a diversi incontri fortuiti con persone e oggetti provenienti dal suo passato, Salvador si lascia trasportare dal consumo di eroina e dai ricordi d’infanzia, con la speranza di ritrovare la salvezza, e di guarire dalla malattia “felliniana” del “non fare un film”. È apprezzabile persino l’interpretazione caliente e risoluta di Asier Etxeandìa nei panni di un giovane attore portato alla fama dal protagonista, che si ritroverà ad essere il suo alter ego in un monologo teatrale scritto da Salvador, che però si rifiuta di firmarlo. Di sicuro questo nuovo arrivato nella “famiglia” attoriale del regista potrà avere l’occasione di essere conosciuto da una fetta più ampia di pubblico per merito anche delle scene legate al monologo che, insieme al ritratto del piccolo Salvador, dipinto da un giovane muratore, rappresentano l’anima pulsante di questa storia.

  • A cosa serve una storia? Il seme della tempesta, una trilogia di Teatro Valdoca

    La prima parte, “Non ancora, eppure già”, è un concerto: Enrico Malatesta alle percussioni ed Attila Faravelli all’elettronica accolgono il pubblico nello spazio scenico dove lo spettacolo avrà luogo, che si estende dal palco alla platea, coi sedili coperti da teli ed una struttura in metallo, alta, centrale.

  • Cheiloschisis y Carducci

    Autore: Salvatore Santagati Cover artwork: Olivia Descampe

  • Tanti auguri all’Infinito di Leopardi: sopravvivere all’ossimorica fine di questo infinito Festival

    relativo); parlo di Bugo & Morgan, ormai squalificati, sui quali ci sarebbe da dire molto ma mi fermo che se no ne esce un trattato e per carità; parlo di Michele Zarrillo che si veste di contemporaneo ma viene sbugiardato da una vocalità encomiabile ma tremendamente antica, un’attitudine medievale e un’esibizione a notte fonda; Giordana Angi con un pezzo con una nobile intenzione ma un risultato dimenticabile, oltre che una struttura assurda con la canzone che finisce dopo il bridge; Alberto Urso che ci catapulta nel 1973 e non inganna nemmeno la giuria demoscopica, figurati la sala stampa; Enrico Nigiotti che porta un brano senza alcun senso di esistere, cantandolo con una convinzione non necessaria; Raphael Gualazzi con un pezzo discreto ma lontano anni luce dal Gualazzi che la gente si aspetta; Riki, che fa Riki, ma in questo caso l’eccezione conferma la regola e quindi se sei Riki forse se non fai Riki hai chances maggiori – nel dubbio, non farei nulla, fossi in lui.

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